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Come gestire la classificazione e manutenzione degli stampi nel Procurement

Ti ritrovi in una nuova realtà lavorativa e di punto in bianco iniziano a pioverti richieste di manutenzione ordinaria e straordinaria per la gestione di alcuni stampi appartenenti al tuo parco fornitori.

Risultato?

Grandi mal di testa, stress alle stelle, rischi di fermi linea e chissà cos’altro…

Ok, ammettiamo di averla messa giù un po’ tragica (neanche così distante dalla realtà), ma troppe volte la corretta gestione degli stampi, soprattutto in contesti ad alta rotazione del personale nell’ufficio acquisti, viene sottovalutata o per mancanza di tempo o perché non si evidenziano efficacemente i rischi di questa gestione.

Con questo breve approfondimento vorremmo quindi darti qualche consiglio per effettuare la gestione di questa classe merceologica, nel caso l’avessi ereditata.

Prima di procedere però ti consigliamo di dare un’occhiata a questo precedente video, incentrato prettamente sulla parte inerente all’acquisto diretto dei cespiti:

Stampi ad iniezione: 4 consigli per acquistarli al meglio!

Non perdiamo quindi altro tempo, iniziamo!

Classificazione e manutenzione degli stampi: da dove partire?

È la prima è fondamentale domanda che dovresti porti una volta iniziata la tua gestione di questa classe merceologica.

Nel caso, attraverso i codici dei prodotti finiti, si riesca a risalire facilmente all’elenco degli stampi, ti suggeriamo di passare direttamente al prossimo punto.

Ma cosa fare quando la situazione è più complicata?
Gli stampi sono dei beni strumentali che devono essere ammortizzati nel conto/economico ogni anno, compatibilmente con la loro durata.
Dovrebbe quindi esserci un libro dei cespiti, a livello contabile, dove saranno stati classificati con una corretta nomenclatura i vari acquisti susseguitesi negli anni?
In teoria sì, però può succedere che:

  • ci sia stata una cattiva gestione a livello contabile
  • i nomi dati ai cespiti non siano “parlanti”
  • non si riesca effettivamente a relazionare la classificazione con l’acquisto reale

In questi casi, un secondo fondamentale passaggio, è quello di identificare i vari ddt utilizzati per la movimentazione.

Infatti, anche se lo stampo sarà sempre in conto/deposito dal fornitore, per poter effettuare le lavorazioni, deve esserci stato in fase di prima campionatura un passaggio documentale, come controprova dell’avvenuto deposito.
Trovando questa documentazione potrai assegnare al nome indicato sul ddt la classificazione contabile, facendo così combaciare la parte economica e quella di movimentazione presso il fornitore.

A questo punto classificando in abc a livello economico gli stampi e avendoli datati, grazie ai riferimenti sulla documentazione di movimentazione, avrai già creato una prima scaletta delle priorità, su cui effettuare le tue opportune analisi.

Ora puoi passare allo step successivo: il confronto con il parco fornitori.

Classificazione e manutenzione degli stampi: cosa richiedere?

Figura 1 - I 5 dati fondamentali da richiedere per la gestione degli stampi
Fig. 1 – I 5 dati fondamentali da richiedere per la gestione degli stampi

Gli stampi possono essere considerati come dei prodotti strategici.

Nel caso, infatti, di rottura di uno stampo è possibile che il corretto ripristino dello stesso non avvenga in tempi rapidi e si possa arrivare a rotture di stock sulle scorte e a fermi linea in produzione.
Per questo motivo risulta necessario classificare e manutenere al meglio questi asset aziendali.

Confrontandoti quindi con il tuo parco fornitore dovrai riuscire a compilare un file (word or Excel) dove siano associati, ad ogni stampo, dei dati fondamentali da tenere sempre sotto controllo.

Eccoti, quindi, i 5 dati fondamentali da inserire all’interno di questo personale database:

1) La struttura dello stampo: esistono varie tipologie di stampi come ad esempio:

  • a svitamento
  • a canale caldo
  • a tre piastre
  • ecc.

ed ognuno di essi ha delle proprie esigenze di manutenzione.
Assicurati di avere i dati che li identificano.

2) I componenti associati: ogni stampo può produrre più codici finiti a seconda della sua complessità. È necessario quindi sapere quali siano.

3) La manutenzione ordinaria: per quanto possibile dovrebbero essere elencati i componenti consumabili con la periodicità di manutenzione.

4) La manutenzione straordinaria: all’interno di questa voce deve essere classificato:

  • Il numero di stampate garantite
  • I componenti identificati come critici e lungo lead time che possono subire questa tipologia di manutenzione pe usura
  • manutenzioni effettuate, su quali componenti e quando.
  • considerazioni su prossimi interventi

5) Report fotografico: È importante avere sotto controllo, anche visivamente lo stampo.
Per questo motivo sarebbe corretto avere un report dettagliato con associata la nomenclatura alle immagini.

Con questi cinque punti costantemente aggiornati avrai sicuramente un ottimo database su cui fare affidamento!

Classificazione e manutenzione degli stampi: conclusione

Come avrai capito gli stampi devono essere gestiti in maniera accurata e puntuale.

Chiaramente quanto riportato nei precedenti paragrafi deve essere adatto alla propria realtà di riferimento.
Deve essere quindi preso come una linea guida su cui strutturare le opportune analisi.

Per farlo avrai sicuramente bisogno di uno strumenti come word e Excel.
Se desideri approfondirli ti lasciamo di seguito alcuni link interessanti. Dacci un’occhiata!

– Corso Excel Base
– Corso Excel Avanzato
– Offerta: Corsi Excel Base e Avanzato
– Corso Excel Fondamentale

Molto bene e anche per questo articolo siamo arrivati alla conclusione.
Speriamo di aver suscitato la tua curiosità su questo argomento e sul mondo del Procurement.
Facci sapere nei commenti cosa ne pensi o se hai qualche suggerimento in merito a questo argomento.

Ci troviamo al prossimo articolo e nel frattempo continua a seguire la line dell’acquisto efficace,
segui Buyer’s Line!
A presto

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